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Giovanni Paisiello Festival, il Teatro Fusco apre all’Opera

Giovanni Paisiello Festival, il Teatro Fusco apre all’Opera

Un inedito Paisiello per l’ingresso della lirica nel Fusco. Il primo teatro comunale nella storia di Taranto, consegnato alla città alla fine dello scorso anno, apre le porte all’Opera, evento storico che non poteva non accadere con un titolo del genius loci, compositore che fu tra i protagonisti assoluti nelle corti e nei teatri d’Europa nel periodo a cavallo tra Settecento e Ottocento. “La finta amante”, opera buffa del 1780 mai eseguita in tempi moderni, il 20 settembre (ore 21) sarà l’evento di chiusura nel Teatro Fusco del Giovanni Paisiello Festival, manifestazione diretta da Lorenzo Mattei per gli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”ù«L’intera produzione dell’opera avverrà all’interno del Fusco», ha annunciato in conferenza stampa l’assessore alla Cultura del Comune di Taranto, Fabiano Marti, che ha avanzato l’idea di prove aperte per i ragazzi e anticipato l’avvio di una stagione lirica del Comune.

«Siamo davvero felici di questa collaborazione con l’amministrazione, che rende omaggio al suo figlio più illustre, cittadino europeo ante litteram, inaugurando con una sua opera l’avventura della lirica nel primo teatro comunale nella storia della città», ha detto Paolo Ruta, presidente degli Amici della Musica “Arcangelo Speranza”.Il Festival si inaugurerà il 6 settembre (ore 21) con un altro lavoro del compositore tarantino, “La cantata per la solennità del SS. Corpo di Cristo”, pagina sacra con i soprani Valeria La Grotta e Giusy Penna e il contralto Aurelio Schiavoni impegnati nella chiesa Madonna della Salute. Il programma prevede anche una Serata Paisielliana, il 9 settembre (ore 21), al Museo Diocesano Mudi, dove si tengono altri tre appuntamenti en plein air: il 12 settembre (ore 21) il concerto del Voxonus Quartet dal titolo “La musica da camera nelle corti d’Europa”, il 16 settembre (ore 21) lo spettacolo di teatro-danza “Duo 34” della Compagnia Tessuto Corporeo e il 18 settembre (ore 21) il recital di musica barocca dell’Ensemble Aìon con il contraltista Vincenzo Franchini.

Il direttore artistico Lorenzo Mattei, assente all’incontro con la stampa perché impegnato a Parigi per una conferenza internazionale di musicologia, presenterà “La finta amante” con una conversazione in calendario il 18 settembre (ore 18). Quindi, l’opera andrà in scena il 20 settembre (ore 21) con un cast composto dal soprano Fiammetta Tofoni, il tenore Matteo Roma e il baritono Jonny Bombino, rispettivamente nei ruoli di Camilletta, Gelino e Don Falcone. Sono infatti, soltanto tre le voci di quest’operina in due atti con la quale Paisiello recuperò, ampliandolo, il libretto anonimo dell’intermezzo intitolato, per l’appunto, “Don Falcone”, reso famoso da Jommelli, che lo musicò per una messa in scena a Bologna nel 1754.

Basata su una serie di gag tipiche della commedia dell’Arte improntate a una decisa fisicità attoriale, “La finta amante” ebbe la sua prima rappresentazione in Russia, a Mogilëv (l’odierna Mahilëŭ), il 5 giugno del 1780. «E fa specie – spiega Mattei – che quest’operina nata in una circostanza di corte, quella di Caterina di Russia, al cui selezionatissimo uditorio Paisiello fece assimilare lo spirito dell’intermezzo comico napoletano, sia stata poi riproposta in importanti teatri». Infatti, “La finta amante” andò, successivamente in scena al Burghteater di Vienna, ai Fiorentini di Napoli, alla Corte di Portici e al Santa Cecilia di Palermo, per approdare a Parigi col titolo mutato in “Camilletta”. A Firenze nel 1788 era stata ridotta a un solo atto, ma ampliata a quattro voci (s’aggiungeva Balestra, amico di Gelino). Ma è soprattutto la ripresa napoletana, al Teatro del Fondo, del 1825, a fare della “Finta amante” una tra le opere più longeve di Paisiello. Ora la ripropone per il pubblico dei nostri giorni il festival a lui intitolato, che affida il podio dell’Orchestra da Camera del Giovanni Paisiello Festival al giovane direttore d’orchestra (nipote di Gabriella Ferri) Vsevolod Borzak. Firma regia e scene Alessandra Premoli, promettente regista varesina che è stata assistente di Davide Livermore, del quale ha ripreso importanti spettacoli, come il “Demetrio e Polibio” del Rossini Opera Festival al San Carlo di Napoli, prima di realizzare nuove produzioni a proprio nome, tra cui “Silla” di Händel al Palau de les Arts di Valencia e “Gli amori di Apollo e Dafne” di Cavalli all’Innsbrucker Festwochen der Alten Musik. I costumi sono di Anna Missaglia.

La rappresentazione de “La finta amante” sarà preceduta dalla consegna del Premio “Giovanni Paisiello Festival”, riconoscimento che ogni anno viene assegnato a una personalità o istituzione che abbia contribuito alla riscoperta e alla valorizzazione del patrimonio musicale del compositore tarantino.

Previste anche presentazioni di libri, tra cui un fumetto per ragazzi sulla vita di Paisiello. Il Giovanni Paisiello Festival è sostenuto da Mibact, Regione Puglia, Comune di Taranto, Fondazione Puglia e il supporto degli sponsor Conad, Basile Petroli, Interfidi e BCC di San Marzano.

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